Cosa prevedeva la legge regionale
La legge regionale 10 del 19 dicembre 2025 aveva creato una nuova destinazione d'uso: la locazione breve. Chi affittava ai turisti doveva portare l'immobile dal residenziale al turistico ricettivo, anche se affittava solo pochi giorni l'anno. L'articolo 5 permetteva poi ai Comuni di fissare zone, limiti e condizioni.
Cosa ha deciso la Corte
Con la sentenza 164/2026, depositata il 9 ottobre, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi gli articoli 4 e 5. Due i motivi principali: l'obbligo valeva su tutta la regione mentre l'overtourism riguarda zone precise, e affittacamere e case vacanza potevano restare nel residenziale, con una disparità di trattamento.
La Corte però non ha tolto ogni spazio alle Regioni: Regione e Comuni possono ancora adottare misure mirate, motivate e proporzionate nelle zone sotto pressione. La Regione ha annunciato che riscriverà le parti bocciate.
Cosa resta e cosa cambia a Rimini
Le regole nazionali restano tutte: serve il CIN, la cedolare secca è al 21% su un immobile scelto dal proprietario e al 26% sul secondo, dal terzo appartamento l'affitto breve diventa attività d'impresa.
A Rimini il mercato si era già raffreddato: secondo il Resto del Carlino dell'8 ottobre, in un anno appartamenti turistici e B&B non imprenditoriali in città sono scesi da 1.137 a 1.016.
Chi vuole comprare per affittare ai turisti oggi ha un ostacolo in meno. Prima di firmare conviene comunque verificare la destinazione dell'immobile e le regole urbanistiche del Comune: una norma locale mirata può sempre arrivare.
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