Cosa prevede il testo
Il disegno di legge del governo è all'esame della commissione Giustizia del Senato. Il relatore è Pierantonio Zanettin (Forza Italia). Per mercoledì 28 ottobre il calendario prevede le votazioni.
Alla scadenza del contratto il proprietario potrebbe chiedere un'ingiunzione di rilascio. Il giudice deciderebbe entro 15 giorni dal ricorso. L'inquilino avrebbe 20 giorni per opporsi. Senza opposizione il decreto diventerebbe esecutivo.
Sulla morosità i tempi si dimezzerebbero. Il termine che il giudice può concedere per pagare gli arretrati scenderebbe da 90 a 45 giorni (da 120 a 60 nei casi di difficoltà più gravi). La morosità si potrebbe sanare in giudizio due volte invece di tre.
Chi non lascia la casa nei tempi fissati rischierebbe una penale: l'1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo. Resta un solo rinvio, fino a 180 giorni, se in casa vivono persone sopra i 75 anni, con grave disabilità o malattia terminale.
Gli emendamenti in discussione
Gli emendamenti presentati sono circa 211. Tra le proposte:
- istituti di vigilanza privata a supporto dell'ufficiale giudiziario;
- un registro nazionale degli inquilini morosi;
- esenzione IMU per il proprietario dalla notifica dello sfratto per morosità fino alla riconsegna, dal 1° luglio 2027;
- IMU sul canone concordato dal 75% al 50% dell'aliquota dal 2028;
- cedolare secca anche con inquilino impresa.
Nulla è ancora approvato.
I numeri e cosa fare oggi
Nel 2025 in Italia sono stati emessi 37.122 provvedimenti di sfratto per uso abitativo, il 7,56% in meno rispetto al 2024. Più di sette su dieci per morosità (26.632).
Le nuove regole non sono legge. Chi affitta oggi si tutela prima: verifica dei redditi, garanzie adeguate, il contratto giusto registrato. Se l'inquilino smette di pagare conviene muoversi subito con un avvocato. Ogni mese perso pesa.
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