Cosa dicono i dati
Il Barometro CRIF diffuso il 19 ottobre registra un calo del 5,9% delle richieste di mutuo nei primi nove mesi del 2026. Il colpo più forte è sulle surroghe: 42,4% in meno nel primo semestre. Con i tassi in salita cambiare banca conviene meno.
L'andamento è altalenante. A marzo il calo più forte (12,1% in meno), ad agosto un ritorno in positivo (7,1% in più), settembre chiuso con un calo dell'1,3%.
L'importo medio richiesto è stabile a 153.711 euro. Il 62,4% delle richieste arriva da persone fino a 44 anni. Secondo Simone Capecchi di CRIF le famiglie continuano a mostrare interesse per l'acquisto della casa, ma sono più prudenti perché si aspettano nuovi rialzi dei tassi.
Giovedì decide la BCE
Il tasso sui depositi è al 2,50% dal 16 settembre. Per la riunione del 29 ottobre Intesa Sanpaolo prevede tassi invariati: secondo la stessa analisi il mercato dà meno del 10% di probabilità a un rialzo subito. Un nuovo aumento resta possibile a dicembre. A settembre l'inflazione dell'area euro era al 3,8%.
Al fixing del 23 ottobre l'Euribor a 3 mesi, base dei variabili, era al 2,666%. L'Eurirs a 20 anni, base dei fissi, era al 3,47%.
Durata lunga: rata più bassa, interessi più alti
Più di metà delle richieste (51,2%) supera i 25 anni. Allungare abbassa la rata ma costa di più. Un esempio con 150.000 euro al 3,61%, il tasso medio ABI di settembre:
- 25 anni: rata di circa 760 euro al mese, interessi totali circa 77.900 euro;
- 30 anni: rata di circa 683 euro, interessi circa 95.800 euro.
Risparmi 77 euro al mese, paghi quasi 17.900 euro in più. La durata giusta dipende dal reddito e dai progetti. Prima di firmare chiedi alla banca il piano di ammortamento su due durate diverse, poi confronta il TAEG.
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