Atto valido non vuol dire casa in regola
Al rogito il notaio controlla che l'atto contenga quello che chiede la legge: gli estremi dei titoli edilizi e la dichiarazione di conformità catastale. Senza questi elementi l'atto è nullo.
Nel 2019 le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 8230) hanno chiarito un punto decisivo: l'atto è valido se cita un titolo edilizio reale riferito a quell'immobile, anche se la casa poi non corrisponde del tutto al progetto. Le difformità quindi non rendono nullo l'atto, ma restano sull'immobile e passano a chi compra: sanatoria da pagare, mutuo più difficile, problemi quando si rivende.
Cos'è la relazione tecnica integrata
In provincia di Forlì Cesena notai e professionisti tecnici seguono un protocollo dal 2017, aggiornato il 18 marzo 2026. La relazione la firma un tecnico abilitato prima del rogito e verifica cinque cose:
- conformità catastale;
- storia dei titoli edilizi;
- agibilità;
- eventuali tolleranze costruttive ammesse dalle norme;
- assenza di vincoli che limitano la vendita.
Non è obbligatoria: il notaio la consiglia, le parti decidono.
Quando farla
Il momento migliore è prima della proposta o del preliminare. Se salta fuori una difformità c'è tempo per sanarla, oppure per rinegoziare il prezzo con i documenti in mano. Scoprirla una settimana prima del rogito vuol dire trattare con la caparra già versata.
Il protocollo riguarda Forlì Cesena ma il consiglio vale ovunque, da Cattolica a Forlì. Chi vende fa bene a muoversi per primo: una casa con le carte in ordine si tratta meglio e arriva al rogito senza sorprese.
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